«Suonava Blue Gardenia un’orchestrina jazz, l’acqua ribolliva lentamente ad Est»: così cantava negli Anni 80 Patrizia Di Malta, all’epoca voce del Gruppo Italiano che impazzava con il suo «Tropicana». In seguito ha intrapreso un percorso da cantautrice con brani improntati sul new pop italiano, stilisticamente impegnato, come «Onde» del 1997 e «Vite possibili» del 2000. Ora, dopo qualche anno di silenzio, si ripropone al pubblico in una veste ancora diversa, grazie a un lungo periodo trascorso in Brasile a contatto con quel mondo musicale. A portarla in città, oggi alle 21,30, è il Biella Jazz Club, nella sede di Palazzo Ferrero al Piazzo (ingresso 10 euro), all’interno del «Biella Jazz Festival». Al pubblico biellese presenterà il suo progetto «Accordeonica», un recital per voci, chitarra e fisarmonica, che coinvolge anche Romain Valentino (voce e chitarra) e Nadio Marenco (fisarmonica). Un percorso musicale emozionante ed evocativo, che diventa un viaggio nella nostalgia, all’interno di un sentimento generato dalla mancanza di qualcosa: un amore perduto o impossibile, la propria terra lontana, la pace, la libertà, la realizzazione di un sogno. Un vissuto che accomuna tra loro culture diverse, attraverso un percorso musicale che parla di ex schiavi, immigrati e popoli in guerra, toccando Germania, Francia, Italia e, al di là dell’Oceano, Brasile, Argentina e Cuba. Il repertorio attinge alla tradizione mondiale dalla fine dell’Ottocento a oggi, intrecciano il choro brasiliano e il tango argentino, la habanera della «Carmen» di Bizet e i bolero cubani, i valzer francesi e il fado portoghese, i successi di Milva, Ornella Vanoni, Mina, Edith Piaf, Billie Holiday, Cesaria Évora e Marisa Monte.
domenica 20 maggio 2018
La musica del mondo è nostalgia con la cantante di “Tropicana
«Suonava Blue Gardenia un’orchestrina jazz, l’acqua ribolliva lentamente ad Est»: così cantava negli Anni 80 Patrizia Di Malta, all’epoca voce del Gruppo Italiano che impazzava con il suo «Tropicana». In seguito ha intrapreso un percorso da cantautrice con brani improntati sul new pop italiano, stilisticamente impegnato, come «Onde» del 1997 e «Vite possibili» del 2000. Ora, dopo qualche anno di silenzio, si ripropone al pubblico in una veste ancora diversa, grazie a un lungo periodo trascorso in Brasile a contatto con quel mondo musicale. A portarla in città, oggi alle 21,30, è il Biella Jazz Club, nella sede di Palazzo Ferrero al Piazzo (ingresso 10 euro), all’interno del «Biella Jazz Festival». Al pubblico biellese presenterà il suo progetto «Accordeonica», un recital per voci, chitarra e fisarmonica, che coinvolge anche Romain Valentino (voce e chitarra) e Nadio Marenco (fisarmonica). Un percorso musicale emozionante ed evocativo, che diventa un viaggio nella nostalgia, all’interno di un sentimento generato dalla mancanza di qualcosa: un amore perduto o impossibile, la propria terra lontana, la pace, la libertà, la realizzazione di un sogno. Un vissuto che accomuna tra loro culture diverse, attraverso un percorso musicale che parla di ex schiavi, immigrati e popoli in guerra, toccando Germania, Francia, Italia e, al di là dell’Oceano, Brasile, Argentina e Cuba. Il repertorio attinge alla tradizione mondiale dalla fine dell’Ottocento a oggi, intrecciano il choro brasiliano e il tango argentino, la habanera della «Carmen» di Bizet e i bolero cubani, i valzer francesi e il fado portoghese, i successi di Milva, Ornella Vanoni, Mina, Edith Piaf, Billie Holiday, Cesaria Évora e Marisa Monte.
venerdì 13 aprile 2018
Musica, Emma e Noemi a Taranto per l'Uno maggio: nel cast con Levante e Lacuna Coil

Avrà perso un giro, l'Uno maggio libero e pensante di Taranto. Ma riparte alla grande: Emma Marrone, Noemi, Irene Grandi, Ghemon, Teresa De Sio, Lacuna Coil sono nel cast che segna il ritorno del Concertone al parco archeologico delle mura greche. Non solo: ci saranno pure Colapesce, Brunori Sas, Levante, Bud Spencer Blues Explosion, Coma Cose, Mezzosangue, Modena City Ramblers, Piotta, Francesco Di Bella, Meganoidi, Med Free orchestra, Frenetik & Orange 3, il dj set di Luca De Gennaro e la scena locale rappresentata da Mama Marjas e Don Ciccio, Terraross e Fido Guido. Scelgono Taranto e lo fanno gratis, pur di stare al fianco dei cittadini e delle loro lotte. Una giornata che non ha nulla da invidiare alle altre manifestazioni che si svolgono nel resto d'Italia - a partire dallo storico appuntamento di Roma - e che non cerca certo la concorrenza. "Siamo tornati più forti di prima", dice uno dei direttori artistici, Michele Riondino. E come sempre per il Comitato cittadini lavoratori liberi e pensanti - i veri organizzatori dell'evento, che nasce dal basso - la musica è solo il contorno della giornata. A Taranto si parlerà di futuro e Ilva, dell'ipotesi di riconversione e bonifica del siderurgico, e Riondino ha già avuto modo di invitare sul palco il presidente della Regione Michele Emiliano e il sindaco Rinaldo Melucci. "Questa è una manifestazione che si serve della musica per dare un grande megafono alle persone che hanno bisogno di parlare, alle associazioni che devono denunciare situazioni scomode e inaccettabili in un Paese civile come il nostro", aggiunge il cantautore Diodato, che con Roy Paci completa il terzetto dei direttori artistici. E allora ci sarà spazio per No Tav e No Tap, per le donne di Cornigliano che hanno determinato la chiusura dell'area a caldo dell'Ilva di Genova, per quelle del Kurdistan in lotta per la propria libertà, e tanti altri esempi della società civile. "Taranto è il paradigma delle lotte contro lo sfruttamento e il capitalismo selvaggio - ricordano dal Comitato - Vogliamo che diventi anche il luogo di incontro per immaginare un futuro diverso". A condurre la quinta edizione, come di consueto, Andrea Rivera, Valentina Correani e Valentina Petrini. Ma ci sono due novità: Lercio, che proporrà i suoi tg satirici, e Martina Dell'Ombra. "Perché bisogna fare satira - spiega Federica Cacciola, l'attrice che le ha dato vita - solo in un mondo perfetto non esisterebbe".
mercoledì 10 gennaio 2018
SCARICARE MUSICA GRATIS MP3: COME FARE DOWNLOAD
ECCO IL LINK
Tutti i migliori servizi per scaricare musica gratis in formato mp3 e in download dal web in modo legale o quasi legale. Tutte le informazioni e le procedure per fare il pieno di canzoni sul vostro computer, smartphone o tablet senza fatica e senza spendere un centesimo
Scaricare musica gratis in download in formato Mp3 può essere un’impresa molto difficile non tanto per la questione della ricerca dei brani e delle canzoni stesse, quanto per mantenersi in una condizione di legalità. Cosa significa? Che non è affatto complicato trovare tonnellate di mp3 gratis in download online per ascoltare musica gratis, ma spesso e volentieri si trattano di copie non autorizzate, pirata. Questo perché la storia degli mp3 illegali viaggia di pari passo con quella di Internet stessa. Tuttavia, ci sono tante vie che spesso non si prendono in considerazione e che invece possono aprire ampi orizzonti. Qui di seguito una serie di servizi che consentono di poter scaricare musica gratis in formato mp3 con download dalla rete, così da crearsi il proprio catalogo multimediale senza dover spendere nemmeno un centesimo e senza andare a violare la legge. Ogni gruppo ha i suoi componenti, così da offrire numerose alternative degne di nota e di interesse.
giovedì 31 agosto 2017
Vuoi lo streaming? Allora paghi: ecco come funzionerà la musica nel 2030
L’analista di Golman Sachs Lisa Yang valuta Umg in 23,3 miliardi di dollari e la costola musicale della conglomerata Sony in 19,8 miliardi. La prima, infatti, in un 2o30 dominato dallo streaming dovrebbe arrivare a fatturare più di 15 miliardi di dollari, ossia tre volte gli attuali ricavi della label che nel 2016 ha pubblicato Blue and Lonesome dei Rolling Stones, band in procinto di esibirsi al «Lucca Summer Festival» il prossimo 23 settembre. Tra publishing (1,89 miliardi), licensing e servizi legati agli artisti (1,3 miliardi), merchandising (500 milioni), nonché vendite fisiche e download (179 milioni). Ma soprattutto attraverso le riproduzioni online da piattaforme come Spotify e Apple Music che dovrebbero raggiungere quota 11,1 miliardi di dollari. Perché il punto d’arrivo di un mercato in profondo cambiamento, a quanto pare, sarà proprio lo streaming a pagamento.
sabato 24 giugno 2017
Com'è bacchettona la musica pop italiana dei nostri tempi
lunedì 27 febbraio 2017
Musica e video dei Radiohead a “Ghiaccio bollente”
Dall’alternative rock britannico all’heavy metal d’oltreoceano, dai Radiohead agli Skid Row Sebastian Bach. Doppio appuntamento – lunedì 27 febbraio dalle 18.40 su Rai5 - con la musica di “Ghiaccio Bollente”. Per la serie “Rock Legends”, la storia è quella del leggendario gruppo inglese. Malinconici ed esistenziali, hanno saputo cogliere il senso di smarrimento delle nuove generazioni a cavallo tra il vecchio e il nuovo secolo attraverso una sapiente miscela di paesaggi elettronici, melodie minimaliste e l’interpretazione vocale di Thom Yorke, intensa e magnetica. Il loro primo grande successo è stato “Creep”, prodotto da Paul Kolderie. L’episodio mostra materiale d'archivio, video musicali di "No surprises" e "Lotus Flower" e approfondimenti con critici musicali e giornalisti. Alle 19.05, in “Video Killed The Radio Star”, l’ex frontman degli Skid Row Sebastian Bach e il regista Wayne Isham commenetano il “making of” dei videoclip musicali più celebri della band, come “18 and Life”.
sabato 26 novembre 2016
Fidel Castro è morto - Le 10 migliori canzoni cubane di sempre
L'ex presidente cubano, Fidel Castro, leader della rivoluzione comunista dell'isola è morto ieri all'età di 90 anni. Lo ha annunciato il fratello Raul alla tv di stato cubana. Alla fine del 2014, dopo 53 anni gli Stati Uniti hanno ristabilito le relazioni diplomatiche con Cuba, grazie all’intercessione di papa Francesco, mettendo così fine al lungo embargo. Una svolta che porterà numerosi benefici all’isola cubana, non ultima la possibilità di far conoscere meglio i suoi artisti senza i vincoli che ne regolavano prima l’attività dal vivo. Nel 1997, grazie alla felice intuizione di Ry Cooder, uno dei più importanti chitarristi della storia del rock, il mondo ha conosciuto la musica popolare cubana grazie al clamoroso successo di Buena Vista Social Club, il disco latinoamericano più venduto di tutti i tempi con oltre otto milioni di copie. Merito anche del bellissimo film-documentario girato da Wim Wenders, che ha reso popolari i nomi e i volti dei “super abuelos”, i “super nonni”, musicisti cubani tra i settanta e i novant’anni che portavano avanti la tradizione del son, del bolero e del cha cha cha. Da allora il fenomeno Buena Vista Social Club ha fatto registrare ovunque concerti sold out e pubblico entusiasta in giro per il mondo, un’esperienza che si è chiusa da poco con il tour d’addio dell’ensemble. Con la fine dell'embargo degli Usa e la morte di Castro si apre oggi una nuova era per Cuba. Vediamo nel dettaglio le 10 canzoni più rappresentative della musica cubana. 1) Celia Cruz - Guantanamera La canzone, la cui origine risale al XIX secolo, è una serenata a tempo di bolero dedicata a una contadina della città di Guantánamo. Il suo carattere romantico, unito ai valori patriottici che esprime, ne fa uno dei brani più amati dai cubani. La voce di Celia Cruz è inconfondibile. 2) Buena Vista Social Club – Chan chan Una composizione di Compay Segundo del 1987, un son che è arrivato al grande artista come un regalo inaspettato durante il sonno, diventata famosissima in quanto prima canzone della colonna sonora di Buena Vista Social Club. 3) Pablo Milanés -Yolanda Conosciuto in Italia anche per aver ricevuto il Premio Tenco nel 1994, Milanés è uno dei fondatori della Nueva Trova Cubana. Il suo stile ha fatto scuola per aver contaminato la musica tradizionale cubana con sonorità jazzistiche. Yolanda è la sua canzone più popolare e amata. 4) Chucho Valdes – Homenje a Beny Moré Chucho Valdés è il più importante pianista jazz non solo di Cuba, ma dell'intera America Latina. Ha vinto cinque Grammy Awards e ha creato un stile personalissimo, un sound inconfondibile attraverso la fusione di elementi cubani e latini con il jazz di matrice afro-americana. 5) Beny Moré - Canto a mi Cuba Bartolomé Moré Gutiérrez, soprannominato il Barbaro del Ritmo, è considerato il più grande interprete delle canzoni cubane grazie alla sua voce tenorile e a una musicalità innata. Canto a mi Cuba è una sorta di inno nazionale, un po’ come Nel blu dipinto di blu(Volare) di Modugno per noi italiani. 6) Los Van Van – Soy Todo La canzone è un’invocazione agli dei ancestrali della religione Yoruba e in particolare a Orula, il dio della conoscenza. Nasce nel 1995 per denunciare la piccola corruzione che stava minacciando i valori tradizionali cubani come l’onestà e la solidarietà. L’orchestra Los Van van ha fatto conoscere in tutto il mondo la musica popolare cubana. 7) Elio Revé – Pu pu, chan chan Elio Revé, scomparso nel 1997, è stato una figura leggendaria della musica cubana, che ha avuto la sua consacrazione mondiale nel 1989 quando Peter Gabriel, profondo conoscitore della world music, ha prodotto il suo album La explosion del momento. Pu pu, chan chan è uno dei brani più trascinanti della sua orchestra. 8) Habana D’primera – Pasaporte Il titolo è particolarmente azzeccato perché Habana D'Primera ha chiaramente scelto un percorso salsero per entrare nel cuore di un pubblico latino più vasto e per aprirsi le porte del mercato internazionale. Tuttavia, questa scelta non sembra aver sacrificato la qualità musicale di questo importante gruppo, guidato dalla voce calda ed emozionante di Alexander Abreu. 9) Pupy y los que son son – Azucar Pupy, dopo trent' anni come pianista e compositore dei Los Van Van, ha dato vita alla sua orchestra che propone musica popolare cubana tutta da ballare. Non fa eccezione Azucar, un brano in grado di riempire qualsiasi dancefloor latinomericano grazie al suo ritmo irresistibile e ai fiati trascinanti. 10) Adalberto Alvarez – Y que tu quieres que te den Il brano del 1993 può essere considerato uno dei primi esempi di fusione tra rap e musica popolare ballabile cubana anche se, a dire il vero, il maestro Adalberto Alvarez ha sempre confessato di aver "rappato” solo per ovviare alle sue limitate qualità canore.
sabato 5 novembre 2016
Mtv Ema 2016, il 6 novembre Rotterdam premia la musica più popolare in Europa
Domenica 6 novembre è il giorno x. Inizieranno, infatti, gli Mtv Europe Music Awards 2016, la manifestazione organizzata da Mtv in cui vengono premiati i cantanti e le canzoni più popolari in Europa. Quest’anno l’award show si terrà all’Ahoy Rotterdam, in Olanda. Tantissimi i nomi degli artisti internazionali che potrebbero venir premiati per aver saputo intrattenere il pubblico e occupato i posti caldi delle classifiche musicali.
A condurre la serata la cantante statunitense Bebe Rexha Tra le star nominate ci sono Beyoncé, che guida il gruppo con 6 nomination, e Justin Bieber, con 5 candidature, seguiti dalla superstar Adele e i Coldplay, Lukas Graham, Shawn Mendes, Rihanna e Drake. Come se i cantanti in nomination non bastassero, sono previste anche delle esibizioni live, tra cui quella di Bruno Mars, One Republic, Afrojack e tanti altri, per tutti i gusti.
sabato 10 settembre 2016
Nile Rodgers, il signore del pop. "La musica mi ha sempre sfidato a dare il meglio"
Intervista al musicista, produttore, talent scout e leader degli Chic, guest star del concerto che, a Roma, celebra i vent'anni di Radio Capital. Dai vinili con cui ascoltava Nina Simone alla discomusic degli anni Settanta alle super-collaborazioni, passando per la politica: "Ho militato nelle Pantere Nere, oggi Black Lives Matter non è la stessa cosa..."
DAVID Bowie e la disco music, i Daft Punk e lo Studio 54, e poi Avicii, Madonna e i Duran Duran: se c’è qualcuno che riassume perfettamente gli ultimi quarant’anni di cultura pop è senza dubbio Nile Rodgers, leader e chitarrista degli Chic - con cui negli anni Settanta ha scritto inni come Le Freak e Good Times - ma anche l’uomo che ha definito il suono del pop negli anni Ottanta, producendo album come Let’s Dance di Bowie, Notorious dei Duran Duran e Like a Virgin di Madonna. Americano, classe 1952, cresciuto con i dischi di Nina Simone e John Coltrane dei genitori nelle orecchie, Rodgers ha attraversato quattro decenni di musica riuscendo a influenzare ogni genere abbia toccato, dalla disco al pop, dal funk al rock fino alla Edm (Electronic dance music) con la collaborazione con i Daft Punk che, nel 2014, gli ha fatto addirittura vincere tre Grammy rilanciando gli Chic. E proprio con i suoi Chic, domani il musicista salirà sul palco di One Night in Capital, in piazza del Popolo, a Roma, per celebrare i vent’anni di Radio Capital con un’orchestra di sessanta elementi. «E ne sono onorato: l’Italia è stato il primo Paese dove ho iniziato a suonare con una certa regolarità negli anni Settanta».
Perché proprio in Italia?
«Perché la disco music qui era molto popolare, più che in altre parti del mondo e gli Chic erano richiesti a tal punto che finimmo per essere invitati in tutto il Paese e in alcuni dei locali più celebri, come la Bussola di Viareggio. Mi chiamavano il Maestro (ride, ndr), volevano andassi sul palco a mostrare a tutti cos’era la disco. Fu un periodo divertente, anche se poi per qualche anno non venimmo più».
Perché?
«Credo dipendesse dal fatto che non avevamo nessuna hit in classifica, mentre in altri Paesi come la Francia continuavamo a suonare lo stesso. Però dell’Italia ho un ricordo indimenticabile in un momento molto difficile della mia vita».
Quale?
«Fu il periodo immediatamente successsivo alla diagnosi di cancro, nel 2011 (alla prostata, poi completamente curato, ndr). Il mio medico mi aveva consigliato di non fare nulla per un po’. Non lo ascoltai e venni in Italia per partecipare a una trasmissione della Rai, I migliori anni. Oggi posso dire che proprio lì iniziò il mio processo di guarigione, l’attitudine a combattere la malattia».
Lei suonerà per festeggiare i vent’anni di Radio Capital, ma quanto sono state importanti le radio nella sua carriera?
«Più che importanti, sono state fondamentali. Prima che arrivassero in radio, negli anni Settanta le canzoni degli Chic erano ascoltate al massimo da qualche centinaio di persone nei club di New York. Poco dopo, le radio fecero arrivare il nostro suono a milioni di ascoltatori. E nulla fu più come prima».
Nella sua vita invece che peso ha avuto la radio?
«Molto rilevante. Da ragazzo non avevo soldi da spendere in dischi così cercavo di seguire alla radio i conduttori che mi piacevano, cercando di capire quale fosse la musica del momento».
mercoledì 22 giugno 2016
America’s Got Talent: una ragazzina terrorizzata sale sul palco. Quello che fa dopo è pazzesco!
VIDEO
giovedì 5 maggio 2016
martedì 8 marzo 2016
Eros Ramazzotti: “Altro che musica di serie B. Il mio pop è l’Italia che va”
mercoledì 10 febbraio 2016
SANREMO, NELLA PRIMA SERATA TANTA MUSICA MA POCHE EMOZIONI
martedì 19 gennaio 2016
Lutto nel mondo della musica, morto Glenn Frey: chitarrista e co-fondatore degli Eagles
Glenn Frey, 67 anni, chitarrista e co-fondatore dei leggendari Eagles, è morto a New York. Lo annuncia il sito ufficiale della band. "E' con il cuore pesante che annunciamo la morte del nostro compagno e fondatore degli Eagles Glenn Frey, a New York City il 18 gennaio 2016", recita il testo dell'annuncio sul sito, rilanciato poi sulla pagina Facebook del gruppo. Morto per le complicazioni legate a un'artrite reumatoide - "Glenn ha combattuto una coraggiosa battaglia nelle ultime settimane, ma purtroppo non ce l'ha fatta", spiega il sito parlando di complicazioni mediche legate a un'artrite reumatoide e una polmonite. Lo scorso dicembre era stato operato all'intestino e aveva dovuto annullare gli impegni ufficiale con il gruppo. La band lo saluta con il testo di "It's Your World Now" - Sul sito compare poi il testo della canzone "It's Your World Now", scritta da Frey e Jack Tempchin. Per Dan Henley, altro fondatore degli Eagles, il senso del testo è quello di "essere parte di qualcosa di buono, e lasciarsi qualcosa di buono alle spalle". Da "Hotel California" alle hit dopo la separazione del gruppo - Gli Eagles vennero fondati nel 1971. Nel 2012 gli Eagles hanno festeggiato il loro 40mo anniversario. Frey in quell'occasione aveva spiegato che il gruppo non era fatto da "mercenari in grado di mettere insieme una campagna per capitalizzare sull'anniversario". Gli Eagles, infatti, non sono rimasti sempre insieme. Nel 1980 si sono separati per poi riunirsi nel 1994. "Hotel California" è il loro successo più gettonato, oltre alle tante hit negli Anni 80 di Frey dopo la separazione del gruppo, da "The Heat is on" a "You Belong to the City". Nel complesso, la band ha venduto oltre 150 milioni di dischi nel mondo e con la raccolta "Their greatest hits (1971-1975") sono al secondo posto nella lista degli album più venduti della storia, dietro "Thriller" di Michael Jackson
domenica 27 dicembre 2015
The Kolors nel 2015: singoli Everytime, Why don't you love me?, Ok (video)
Nel 2015 i The Kolors partecipano alla quattordicesima edizione di Amici di Maria De Filippi, nella Squadra Blu capitanata da Elisa. Nella finale del 5 giugno 2015 la formazione si aggiudica la vittoria del talent show con il 61% dei voti e il Premio della Critica assegnato dai giornalisti. Durante la partecipazione al programma, il 3 maggio 2015, Stash e company pubblicano il singolo Everytime, che dopo poche ore raggiunge la prima posizione della classifica iTunes, mentre il 19 maggio dello stesso anno esce il secondo album Out, che esordisce al primo posto della classifica italiana degli album ed è certificato triplo disco di platino in Italia per aver venduto oltre 150.000 copie. Il singolo Everytime è invece certificato disco di platino nella settimana ventinove. Nel giugno 2015 il gruppo prende parte alla terza edizione del Coca-Cola Summer Festival con il brano Realize in duetto con Elisa e con il brano Everytime, vincitore della prima e della quarta puntata. Il 19 luglio 2015 il trio riceve la cittadinanza onoraria di Cardito (loro paese d'origine). Il 14 settembre 2015 è pubblicato il terzo singolo estratto da Out, Why don't you love me?, per il quale è realizzato un videoclip, girato a Berlino e uscito il 18 settembre. Il 29 novembre il gruppo invece presenta attraverso il programma televisivo Che tempo che fa di Rai3 il singolo inedito Ok, previsto per il 4 dicembre e volto ad anticipare la riedizione di Out (fonte: Wikipedia).
mercoledì 9 dicembre 2015
Gazzé: “Fare musica è un gioco e mi diverto ancora molto”
Una volta i dischi si ascoltavano in salone, sedendosi su una poltrona in pelle e azionando il grammofono, si rimaneva in contemplazione quasi mistica ad ascoltare e a vagare con la mente, perché la musica vera ti porta sempre da un’altra parte, sale veloce nell’iperuranio della fantasia e dell’immaginazione e distrugge tutte le vie di mezzo, tutti i percorsi scoscesi e storti. Oggi sono pochi i “dischi” (che neanche si chiamano più così), che riescono a strapparti a brandelli il cuore e a portarti via del contemporaneo smodato e fatiscente, sono pochi gli artisti che squarciano il velo dell’indifferenza sonora delle nostre giornate, sono pochi ma ci sono ed uno di questi è Max Gazzé e il suo Maximilian, album uscito il 30 ottobre, in vetta alle classifiche di vendita e di ascolto, meritatamente. Che Gazzé sia un fuoriclasse non stupisce, ma riesce a sorprendere la varietà musicale, dialettica e sonora, che nonostante due decenni di carriera riesce ad avere.
Maximilian è una macchina musicale perfetta, fa riflettere, fa saltare in aria, fa urlare e ti fa venire voglia di ascoltare solamente, arrendendosi alla bellezza e alla pienezza a tratti malinconica e a tratti surreale dei suoi brani. C’è tutto in Maximilian, tutto quello che è in un uomo antico e nobile, tutto quello che spesso neghiamo anche a noi stessi come le assenze, i sorrisi e l’amore perduto. E’ un inno alla vita questa dolce epopea musicale, un prodotto musicale riuscito e di lunga durata, che a livello letterario è sospeso tra la leggerezza calviniana e la ruvidezza di Carver. Tra il suo ginepraio di capelli Gazzé nasconde ancora molte cose, nonostante ne dica molte, sembra una miniera inesauribile. Anche quando risponde alle domande, è autentico e sinuoso, non si risparmia e pulisce le parole dagli orpelli, come fa l’artigiano con la pelle o il falegname con il legno. Com’è portare in giro Maximilian? Portare lontano un disco nuovo e portarlo tra la gente è sempre un piacere. Far conoscere una creatura alle persone è qualcosa di meraviglioso e intenso. Emotivamente è bellissimo suonare, presentare il disco attraverso le sonorità è sublimare e condividere un lungo lavoro. C’è soddisfazione. E’ un disco ricco di collaborazioni, un disco diverso… Sì, sono tantissime le nuove collaborazioni come quelle con Simone Cremonini, Giorgio Baldi, Tommaso di Giulio, oltre le storiche con mio fratello, Francesco, e come De Benedittis. Questo lavoro per me è come un quadro ricco di forme e colori differenti, dove ogni pennellata è quasi unica e costituisce un’opera a se stante. C’è un brano, “Verso un altro immenso cielo” in cui la realtà si fonde con l’immaginario. Riesce sempre a spaziare in ogni album in questi due universi uno di fantasia e uno di realtà. Penso che l’essere umano è composto di più sensi metafisici, sono coscienti entrambe le parti: quelle materiali e quelle metafisiche. Ci sono molti testi che descrivono le parti materiali però sono anche un musicista a cui piace molto fare dei ragionamenti e riflettere sulle cose. “Verso un altro immenso cielo” è un brano sinfonico, è un brano molto impegnativo da arrangiare e corrisponde alla descrizione della mia parte sinfonica. Esiste anche ciò che non vediamo, sono le nostre percezioni che fanno diventare materiali i pensieri, accade così anche nella mia musica. Il primo singolo “La vita com’è” è una sorta di invito a non prendersi troppo sul serio… Uno che scrive canzoni non può prendersi troppo sul serio, fare musica è un gioco. Mi piace approfittare di questo strumento per creare in maniera spensierata. Ne “La vita com’è” invito ad accettare il cambiamento quotidiano e dico appunto che si può essere seri e non seriosi. Anche ridere può essere serio, questo mondo in cui tutto è pericolo tutto viene sclerotizzato, invece occorre pensare la vita com’è per i fatti che accadono e pensando che la positività sia contagiosa, così come il dolore. Il tappeto musicale è meraviglioso e variegato. Come è stato tenere insieme tante unicità sonore? C’è stata una volontà a priori, questo album posso immaginarlo come un quadro con tanti colori e ho voluto farlo eterogeneo. La forza di questo disco è che ogni canzone è un singolo, che vive traccia dopo traccia come si faceva negli anni ’60, in cui le canzoni possono essere ancora ascoltate a distanza di anni e avere una loro forte autonomia. Si diverte ancora a fare questo lavoro? Mi diverte ancora molto, mi diverte ancora tutto dalle fasi produttive fino ad arrivare alla condivisione con il pubblico. Sono innamorato della quotidianità della musica e cerco di esserlo ogni giorno di più. Tornerà al cinema? Guarda, sto lavorando in questi giorni sul set del nuovo film di Simona Izzo, si intitola “Gli scoppiati”, una pellicola in cui sono coprotagonista. Ho la fortuna di lavorare con una regista bravissima che sa trasferire magistralmente le forme di emozione sulla pellicola. Uscirà nel 2016.
sabato 21 novembre 2015
Dalla Russia in Italia, il viaggio in musica di Alan - Video
PALERMO. Dalla Russia a Firenze, continua il lungo "Viaggio in Italia" di Alan il cantante russo che si esibisce al fianco di Al Bano, Umberto Tozzi, Riccardo Fogli e Pupo. Il 9 ottobre è uscito l'album “Viaggio in Italia”. I protagonista di questo ambizioso progetto discografico è appunto Alan, un giovane cantante russo, molto popolare (soprattutto) nella Russia Caucasica e innamorato dell'Italia. A duettare con lui quattro pilastri della musica italiana: Al Bano, nel brano “L’amico cos’è”, inedito dell'artista pugliese scritto per Alan, registrato nello studio di Cellino San Marco. E ancora, Umberto Tozzi, che condivide con Alan il primo singolo del disco, la hit “Gloria” - un omaggio a Giancarlo Bigazzi - cantata per l’occasione in russo e in italiano. Pupo che firma “Sempre”, una dichiarazion d'amore alla musica. Riccardo Fogli in “Dimmi cos’è l’amore”, brano scritto da Raffaele Chiatto musicista dei “Ladri di biciclette”. “I russi e quella nostra strana passione per il genio italiano. Ai tempi degli zar era obbligatorio - spiega Alana -. Ai tempi dell'Urss era proibito sono passati anni e generazioni e questo 'fenomeno' non si è mai affievolito, al contrario, è accresciuta notevolmente la popolarità della musica leggera italiana nell’Est Europa”. Sta diventando nuovamente tendenza l’amore dei russi per l’Italia. Goethe affidò il suo amore per il nostro Paese ad uno dei saggi letterari più conosciuti nel mondo, Alan l'ha racchiuso nelle canzoni di un disco, “Viaggio in Italia”, primo album in italiano e secondo in assoluto, è il “diario di bordo” di Alan, composto da 13 brani italo-russi. Vanta prestigiosi ospiti internazionali e si avvale di importanti collaborazioni, come quella dell'ex "Ladri di biciclette" Raffaele Chiatto - compositore, arrangiatore e chitarrista per Umberto Tozzi e Adriano Celentano, tra gli altri - di Simone Papi - musicista e arrangiatore di molti successi, tra i tanti, di Raf, Marco Masini, Alessandra Amoroso. La tracklist spazia tra inediti e omaggi alla musica italiana e russa: “Tu mi rubi l'anima", "Gloria", "Sempre" (feat Pupo), "Rimani così, "L'amico cos'è" (feat Al Bano), "Dimmi cos'è l'amore" (feat Riccardo Fogli) e tanti altri. Il disco, prodotto dal talent scout internazionale Cosimo Vindice, è un vero e proprio “made in Italy”: registrato tra Carpi (Modena, Studio Abraam) e Cellino San Marco (AC Production), mixato e masterizzato a Firenze (Carillonbit Recording e White Sound Mastering). A Giuseppe Tinti è affidata la produzione artistica. Alan vive stabilmente in Toscana dove studia musica e soprattutto la nostra lingua. Della Russia (e più precisamente di Vladikavkaz, città natale dell’artista, paese della Federazione Russa del sud) conserva un carattere forte, decisionale. Di Firenze, la città dove risiede, i tratti romantici. E’ dotato di una grande forza interiore, di intelligenza e di un pizzico di follia, tutte doti che lo hanno portato a realizzare il suo “Sogno” (quello con la S maiuscola) all’apparenza irrealizzabile. Fin da ragazzo canta nei locali della sua regione e frequenta la facoltà di Storia dell'Arte. Nel 2012 Alan ha un incontro con Cosimo Vindice, che diventa presto molto importante nella sua vita: grazie a Vindice conosce i suoi idoli, con i quali si esibisce in Russia, e da lì nasce una grande amicizia e un grande sodalizio artistico che ha portato ad un progetto di musica italiana per il mercato internazionale.
giovedì 29 ottobre 2015
Expo, sei mesi a #CasaCorriere tra musica, spettacolo, arte e incontri
Esplora il significato del termine: re eventi al giorno. Dodicimila caffè. Una lista di ospiti da perderci il conto. Gli attori e i campioni. I politici e i magistrati. I giornalisti. La gente. Questo è stata #CasaCorriere ad Expo. Centottantaquattro giorni a farci storie, quelle degli altri. I lettori che “entravano” dentro il giornale. Per chiedere, consigliare, lamentarsi. E sempre qualcuno con la penna ad ascoltare. Sei mesi da attori non protagonisti, perché i giornalisti dovrebbero essere così. Spettatori e testimoni. E poi come dice a uno che il mestiere lo sapeva fare, Indro Montanelli, alla fine contano solo i lettori. A #Casacorriere sono arrivati in punta di piedi. E ripensandoci una seconda volta, forse valeva la pena rinunciare ai due gradini per entrare nell’”altra” via Solferino. A dire la loro e a raccontarsi. Anche le vite complicate di chi portava una pettorina gialla e la sera doveva tornare in una stanza chiusa dal di fuori. Ci siamo “ammalati” di un contagio positivo, capito che le inchieste che lasciano il segno sono quelle che si fanno con gli altri. E davanti all’ingresso le panchine per sedersi ed ascoltare di tutto. La musica di Bollani e i consigli di Garattini. Le riflessioni di Giovanna Mezzogiorno o le battute fulminanti di Antonio Albanese. Ognuno ci ha messo la faccia. Diversa da quella che, a volte, è la maschera imposta dal mestiere. L’attrice che confida le fatiche di essere mamma, il comico che ti racconta di suo padre muratore che quando morì c’era tutto il paese ai funerali. Il campione di basket venuto dall’America, Chuck Jura, e Milano non gli sembra più quella di una volta. Adesso è uguale a New York e al posto delle case un po’ sbrecciate degli anni Ottanta ci sono i grattacieli slanciati di Porta Nuova. La testimonianza toccante per ricordare l’11 settembre e le parole di quello che scrisse Oriana Fallaci. Le firme del Corriere che ogni volta che venivano ci sentivi l’affetto e la stima. Due nomi per non far torti a nessuno: Ettore Mo e Luca Goldoni. Cronisti che hanno raccontato guerre, alluvioni, sbarchi sulla Luna e con la stessa luce negli occhi e lo stupore intelligente che dovrebbe essere la cifra vera di ogni giornalista. A #CasaCorriere si sono incontrati l’alto e il basso, un melting pot di cose da dire che è stato davvero cibo per la mente. “In questo frastuono è rimasta un’idea, un’eco nel vento”, per dirla con i versi di una canzone. Ma non si sbiadisce il ricordo delle parole pesanti di don Ciotti a ricordarci che la mafia e le mafie non sono solo una brutta notizia da leggere sui giornali e sentire alla tv. Gli stessi trecento-quattrocento seduti o in piedi con le luci e i primi freddi e quella volta c’era Abantantuono. E il prossimo film era quasi un dettaglio. E una piccola-grande judoka, Edwige Gwend, genitori del Camerun e che che parla in parmigiano di quanto sia stupido il razzismo e di quanto sia più emiliana, italiana lei di chi magari ha la pelle con i pigmenti di un altro colore. #CasaCorriere che ci venivano i volontari e gli uomini della sicurezza. E dopo un po’ ci portavano mogli e figli come si fa quando si vanno a trovare gli amici. I carabinieri e i poliziotti a rassicurarti che tutto andava bene e qui era l’Italia come dovrebbe essere sempre. Un posto dove non devi guardarti le spalle e c’è sempre un saluto e un sorriso lungo il decumano. La succursale di via Solferino è diventata anche una piccola Accademia di Brera. Ogni weekend artisti di ogni dove a creare dal vivo. Perché un giornale è anche questo: il veicolo del bello.re eventi al giorno. Dodicimila caffè. Una lista di ospiti da perderci il conto. Gli attori e i campioni. I politici e i magistrati. I giornalisti. La gente. Questo è stata #CasaCorriere ad Expo. Centottantaquattro giorni a farci storie, quelle degli altri. I lettori che “entravano” dentro il giornale. Per chiedere, consigliare, lamentarsi. E sempre qualcuno con la penna ad ascoltare. Sei mesi da attori non protagonisti, perché i giornalisti dovrebbero essere così. Spettatori e testimoni. E poi come dice a uno che il mestiere lo sapeva fare, Indro Montanelli, alla fine contano solo i lettori. A #Casacorriere sono arrivati in punta di piedi. E ripensandoci una seconda volta, forse valeva la pena rinunciare ai due gradini per entrare nell’”altra” via Solferino. A dire la loro e a raccontarsi. Anche le vite complicate di chi portava una pettorina gialla e la sera doveva tornare in una stanza chiusa dal di fuori. Ci siamo “ammalati” di un contagio positivo, capito che le inchieste che lasciano il segno sono quelle che si fanno con gli altri. E davanti all’ingresso le panchine per sedersi ed ascoltare di tutto. La musica di Bollani e i consigli di Garattini. Le riflessioni di Giovanna Mezzogiorno o le battute fulminanti di Antonio Albanese. Ognuno ci ha messo la faccia. Diversa da quella che, a volte, è la maschera imposta dal mestiere. L’attrice che confida le fatiche di essere mamma, il comico che ti racconta di suo padre muratore che quando morì c’era tutto il paese ai funerali. Il campione di basket venuto dall’America, Chuck Jura, e Milano non gli sembra più quella di una volta. Adesso è uguale a New York e al posto delle case un po’ sbrecciate degli anni Ottanta ci sono i grattacieli slanciati di Porta Nuova. La testimonianza toccante per ricordare l’11 settembre e le parole di quello che scrisse Oriana Fallaci. Le firme del Corriere che ogni volta che venivano ci sentivi l’affetto e la stima. Due nomi per non far torti a nessuno: Ettore Mo e Luca Goldoni. Cronisti che hanno raccontato guerre, alluvioni, sbarchi sulla Luna e con la stessa luce negli occhi e lo stupore intelligente che dovrebbe essere la cifra vera di ogni giornalista. A #CasaCorriere si sono incontrati l’alto e il basso, un melting pot di cose da dire che è stato davvero cibo per la mente. “In questo frastuono è rimasta un’idea, un’eco nel vento”, per dirla con i versi di una canzone. Ma non si sbiadisce il ricordo delle parole pesanti di don Ciotti a ricordarci che la mafia e le mafie non sono solo una brutta notizia da leggere sui giornali e sentire alla tv. Gli stessi trecento-quattrocento seduti o in piedi con le luci e i primi freddi e quella volta c’era Abantantuono. E il prossimo film era quasi un dettaglio. E una piccola-grande judoka, Edwige Gwend, genitori del Camerun e che che parla in parmigiano di quanto sia stupido il razzismo e di quanto sia più emiliana, italiana lei di chi magari ha la pelle con i pigmenti di un altro colore. #CasaCorriere che ci venivano i volontari e gli uomini della sicurezza. E dopo un po’ ci portavano mogli e figli come si fa quando si vanno a trovare gli amici. I carabinieri e i poliziotti a rassicurarti che tutto andava bene e qui era l’Italia come dovrebbe essere sempre. Un posto dove non devi guardarti le spalle e c’è sempre un saluto e un sorriso lungo il decumano. La succursale di via Solferino è diventata anche una piccola Accademia di Brera. Ogni weekend artisti di ogni dove a creare dal vivo. Perché un giornale è anche questo: il veicolo del bello.
sabato 19 settembre 2015
Eros Ramazzotti, pop, noir e impegnato. Lo show? "Perfetto"
TALENT — E dire che Tommassini lavora per XFactor, esempio dei talent che Eros non ama ("una sorta di Sanremo: quanti artisti sono usciti dal Festival?", curioso detto da lui) e che ha dato alla figlia Aurora uno spazio che non lo entusiasma. "Preferivo che ci arrivasse più preparata. Tre anni fa voleva andarci come cantante, ma l'ho fermata. Stavolta non ho potuto gestirla, l’entourage della madre l'ha spinta ma farà bene: se vede tanta gente si tuffa, io scappo". Lui sembra scappare pure dall'Italia: non ama la musica ("appiattita"), Marino ("Roma è abbandonata"), San Siro ("lì non canto e non perché ci gioca l’Inter") e, per far riflettere sul tema-migranti, accompagna Esodi (del 1993, eppure attuale) con il video di un bimbo avvolto dalla bandiera europea ("ma da noi è più difficile trovare braccia aperte"). Allora, Eros: la Terra promessa lei non l'ha raggiunta? "Io sì. Era il desiderio di vivere bene". E tutti gli altri? "Meno".
lunedì 31 agosto 2015
MTV Video Music Awards 2015: tra i vincitori, la regina è Taylor Swift
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